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BOMBE E RESISTENZA NELLA SABINA ROMANA

2026-08-26 18:43

Umberto Massimiani

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Il Santuario Beato Bernardo Silvestrelli in una foto degli anni 50 (XX sec)

BOMBE E RESISTENZA NELLA SABINA ROMANA. Moricone e la comunità passionista (1943-45)Questo il titolo del nuovo libro di Padre Alessandro Ciciliani

BOMBE E RESISTENZA NELLA SABINA ROMANA

Moricone e la comunità passionista (1943-45)

Questo il titolo del nuovo libro di Padre Alessandro Ciciliani cp edito da Il Pozzo di Giacobbe, Trapani, 2026 (formato cm 14,5 x 21,5, pagine 342), con la prefazione di Sergio Tanzarella e della postfazione di Antonio Parisella.

Copertina del libro Bombe e resistenza nella Sabina romana

La pubblicazione è una ricerca archivistica condotta con pazienza e competenza di storico, completata da fonti inedite, foto e da una robusta bibliografia, che colma quel vuoto storiografico relativo a quel periodo drammatico nella storia d’Italia. L’autore studia il tempo dell’invasione e dell’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943 nella Sabina romana fino alla Liberazione. Quell’occupazione fu chiamata dagli stessi invasori come nuovi barbari Operazione Alarico con la conseguenza che produsse morte, distruzione, deportazioni, rastrellamenti, persecuzioni, razzie, distruzioni, lotte.

La Sabina romana con Montorio, Nerola, Monteflavio, Palombara, Cretone, Stazzano, Castelchiodato, Monterotondo, Montelibretti, Mentana e Moricone, e la Sabina Reatina con Passo Corese, Ponticelli e Scandriglia (Medaglia d’Oro al Merito Civile eventi 1943-44),  senza essere zone strategiche, si trovarono coinvolti nello scenario della guerra tra le incursioni aeree alleate, le minacce delle truppe tedesche che proteggevano i loro rifornimenti di armi e vettovagliamento e la presenza, tra Montelibretti e Fara Sabina, di circa 4000 alleati in fuga dal campo di concentramento tedesco. In questo quadro agirono i partigiani e la popolazione locale che aiutò i prigionieri diventati profughi, sbandati e perseguitati. La popolazione e questi prigionieri affrontarono la fame, la sete, la paura, la sofferenza, il sacrificio. Tutto questo la chiamarono: Resistenza.

Padre Alessandro cita l’espressione di Ercole Ongaro nel definire la parola Resistenza: “La resistenza è essenzialmente un fenomeno morale e civile, oltre che politico, perché vuole infatti salvare vite e dignità delle persone; la guerra invece si propone di annientare vite e corrompere l’animo di molti suoi protagonisti, imbarbarendone i comportamenti e calpestando la dignità dei nemici…”.

Padre Alessandro Ciciliani

Padre Alessandro cita l’espressione di Ercole Ongaro nel definire la parola Resistenza: “La resistenza è essenzialmente un fenomeno morale e civile, oltre che politico, perché vuole infatti salvare vite e dignità delle persone; la guerra invece si propone di annientare vite e corrompere l’animo di molti suoi protagonisti, imbarbarendone i comportamenti e calpestando la dignità dei nemici…”.

Fu quella della Sabina una resistenza non violenta fondata sulle condivisioni del poco che avevano, facendosi carico anche di coloro che erano precipitati all’ultimo gradino della gerarchia di guerra: prigionieri, sbandati, perseguitati. La gente della Sabina mostrò forza, volontà, coraggio, umanità.

Il merito di Padre Alessandro sta anche in questo modo di raccontare gli aspetti sociali ed antropologici che emergevano nel territorio e nella popolazione, inserisce la storia locale nel piano formativo-educativo scolastico e pertanto il libro costituisce un valido sussidio per riflettere sempre ed in modo particolare in quel Giorno della Memoria stabilito dalle Istituzioni. Onora la Sabina e la Congregazione Passionista nel mantenere viva la memoria, di rinnovare l’impegno nella giustizia e nella pace, di promuovere il dialogo, perché fa comprendere che cosa è la guerra. I Passionisti sono presenti in Sabina dal 1839, a Moricone che ha dato la cittadinanza onoraria al beato Bernardo Silvestrelli, venerato nell’omonimo santuario.

Santuario Beato Bernardo Silvestrelli - Moricone (RM)

«Santuario Beato Bernardo Silvestrelli (1631) - Via P. Bernardo Silvestrelli, 21, Moricone (RM)»

 

L’identità passionista consta nell’aver impresso nel cuore la memoria dell’amore misericordioso di Dio Padre, rivelato nei misteri della vita, passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.

In dialogo con la gente della Sabina, Padre Alessandro presenta il libro che si articola in due parti. Nella prima, Pio XII e la guerra, l’anno della svolta il 1943 con le sue cause ed effetti. Nella seconda, lo scacchiere della Sabina con la sua gente. La sensibilità e la spiritualità di Padre Alessandro danno voce e volto a persone semplici che, con il loro contributo, sono stati non osservatori ma testimoni e ci interpellano ai nostri giorni.

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