SAN FRANCESCO NELL’ARTE
L’iconografia di San Francesco iniziò subito dopo la sua morte ed ebbe una ampia diffusione. La rappresentazione della figura del Santo si è da subito basata su una descrizione molto dettagliata di Tommaso da Celano (1190-1260), La Vita Prima, ed è opinione diffusa che il ritratto autentico sia quello realizzato da Cimabue (1272-1302) nella decorazione del transetto destro della basilica inferiore di Assisi.

Immagine di San Francesco d'Assisi.
Particolare da La Maestà di Assisi, un affresco (320x340 cm) di Cimabue, databile attorno al 1285-1288 circa.
Si trova nella basilica inferiore di San Francesco di Assisi.
Fonte: Wikipedia
Nella vasta iconografia del Santo si ritrovano alcuni elementi fissi e imprescindibili accompagnati da numerose varianti. Imprescindibile è l’abito, il saio francescano che ha fogge diverse, in particolare nel cappuccio (appoggiato o cucito direttamente al saio) che a volte è indossato e altre cade sulle spalle. Il saio di San Francesco può essere di stoffa, più o meno grezza e rappezzata e molto variabile nel colore (a secondo il periodo di tempo in cui i frati confezionavano il proprio saio).
Così anche alla barba e alla tonsura, che nelle opere d’arte dipende dall’uso contemporaneo dei francescani. Imprescindibile per il riconoscimento di San Francesco sono le stimmate. Presenti come cicatrici sul dorso delle mani e come al costato, visibile ad una lacerazione del saio, sono state rese anche come raggi luminosi. Solo in casi rari il segno è stato omesso, vedi l’immagine del Santo affrescato nella cappella di San Gregorio nel sacro speco di Subiaco del 1228.
Caratteristico è il libro che indica ad un tempo la Regola ed il Vangelo.
Poi ci sono le storie della sua vita.
Il ciclo narrativo di cui il più celebre è quello affrescato da Giotto (1267-1337) nella basilica superiore di Assisi, basato sulla biografia stesa da San Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274).
Il saio di San Francesco è cinto da una corda bianca con tre nodi che simboleggiano i voti di povertà, obbedienza e castità. Spesso è raffigurato con il crocifisso e il teschio (simbolo di meditazione e transitorietà della vita). Altri elementi iconografici includono il rosario e il Tau.
Interessante è la Tavola di Bonaventura Berlinghieri (1235) custodita a Pescia (PT) dove il Santo è in piedi al centro e le sei scene, tre per lato, rappresentano episodi della sua vita, tra cui la predica agli uccelli, le stimmate e i miracoli post mortem. Allo stesso periodo appartiene un ritratto attribuito a Margaritone d’Arezzo conservato a Roma nella chiesa di San Francesco a Ripa.

Storie della vita di San Francesco d'Assisi
Tavola firmata da Bonaventura Berlinghieri e datata 1235 è da considerarsi il più antico dipinto raffigurante il frate di Assisi
Fonte Catalogo generale dei Beni culturali
Particolare è la figura di Francesco nel mosaico di Jacopo Torriti, nell’abside della basilica di Santa Maria maggiore a Roma dove l’immagine del Santo è glabro.
L’iconografia di San Francesco è prevalentemente storica nei primi secoli, mentre diventa più culturale e popolare nell’età barocca, l’età contemporanea fonde linguaggi diversi. La sua figura, il suo pensiero, la sua opera ha ispirato tanti artisti: da chi lo pone in piedi, in ginocchio, con lo sguardo al cielo, con le braccia aperte, alzate o incrociate.
Ogni artista con la sua espressione ha portato un contributo: dalla scultura (Lorenzo Ferri, 1902-75, gruppo scultoreo del Cantico al santuario di Rieti - La Foresta) al mosaico (Adriana Notte Venturini, 1920-2013, il Santo patrono d’Italia e le creature nella chiesa romana di San Leone I), dall’infiorata dei maestri fiorai ai francobolli, dalla foto di Oliviero Toscani alle creazioni dei maestri del presepisti, dai disegnatori ai murales, da Pietro Cosentino, che lo veste da diacono, ai stessi artisti francescani come Andrea Martini o Ortensio Gionfra.
Inoltre, San Francesco è rappresentato anche in opere tra i santi e la Madonna (Tiziano, Raffaello…).
Possiamo chiudere con una espressione di San Francesco:
“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore, chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano, chi lavora con le sue mani e la sua testa e il suo cuore è un artista”.
Letture consigliate
Facchinetti V., Iconografia francescana, Casa editrice S. Lega Eucaristica, Roma, 1924
Camozzini F., San Francesco nell’arte, S. Lattes & C. – Editori, Genova, 1926
Imponente A. - Formichetti G. (a cura di), Francesco il Santo. Capolavori nei secoli e dal territorio reatino, Derive Approdi, Rieti, 2012
Giorgi R. (Curatore), 800 anni in piena regola l’arte di seguire Francesco da Cimabue ai giorni nostri. Catalogo della mostra, Editore Biblioteca Francescana, Milano, 2009

