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DONNE SABINE NELLO SCENARIO MEDIOEVALE

2026-03-15 18:52

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Amici della Sabina, Donne sabine, pellegrinaggio, carita, miracoli, medioevo, rinascimento, cattivita-avignonese, famiglia-orsini, de-medici, iconografia, donne-nella-storia, spiritualita-femminile, patrone-d-europa,

DONNE SABINE NELLO SCENARIO MEDIOEVALE

Filippa Mareri, Brigida Persson, Angiolella Petrozzi e Clarice Orsini sono donne sabine che lasciarono un segno nella loro epoca

DONNE SABINE NELLO SCENARIO MEDIOEVALE

Santa Filippa Mareri (1190-1200/ Borgo San Pietro di Petrella Salto 16 febbraio 1236) baronessa, rifiutò il matrimonio per dedicare la vita al Signore ed in segreto fece il voto di castità e ciò si rafforzò con l’incontro con San Francesco nel 1221-5 che parlò di Santa Chiara (si ritiene che San Francesco sia stato ricevuto nel castello dei Mareri nel Cicolano in quanto era un passaggio obbligato sulla strada di Assisi che portava a Roma). Essa comprese l’essenza della spiritualità di San Francesco: partecipare alle sofferenze di Cristo.

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Nel 1227 si tagliò le trecce quale simbolo di addio al mondo e lasciato il castello si ritirò in una grotta (fino al 1228). Allora i fratelli le offrirono in dono una loro proprietà (chiesa di San Pietro di Molito) dove fondò un monastero secondo la regola francescana. Altre ragazze si unirono ad essa. Si dedicavano al lavoro manuale, allo studio dei testi sacri e alla carità (servizio ai poveri e apostolato sociale agli ammalati).

Filippa ebbe il carisma della profezia e il dono dei miracoli che portò alla diffusione del suo culto. Culto riconosciuto nel 1247 da Innocenzo IV e confermato da Pio VII nel 1806. Nella ricognizione del corpo nel 1706 fu rinvenuto il suo cuore intatto. È stata la prima santa dell’ordine francescano. Le suore di santa Filippa, nel 1929, estesero il loro servizio all’attività scolastica. Dal 1940, a seguito della costruzione di una diga, le acque del fiume Salto ricoprono la struttura originaria del monastero e dal nuovo, ricostruito più a monte anche con la presenza di alcuni reperti del precedente, si ammira l’intera Valle del Salto.

La statua della santa ci accoglie all’ingresso del monastero e del suo sentiero (inaugurato nel 2008) dove annualmente, il giorno della sua festa, il 16 febbraio, in processione si gettano fiori nel lago e le suore distribuiscono la minestra di fave e il pane benedetto. Nella visita al monastero si può ammirare il museo ed il suo ritratto eseguito da P. Ortensio Gionfra ofm nel 1966-67.

 

Santa Brigida Persson nasce da una famiglia nobile nel 1303 a Finsta, in Svezia. Nel 1317 sposa l’aristocratico Ulf Gudmarsson, dal loro matrimonio nascono otto figli (1320-1334): Marta, Karl, Birger, Bengt, Gudmar, Caterina, Ingeburg, Cecilia. La loro famiglia era una chiesa domestica in cui dedicavano molto tempo ad aiutare i poveri e ad assistere gli ammalati. Brigida e Ulf abbracciarono la regola dell’ofs. 

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Chiamata alla corte di Stoccolma, come pedagoga, viene insignita del titolo di principessa. Compie vari pellegrinaggi: Santiago de Compostela, Milano, Pavia, Assisi, Napoli, Amalfi, Benevento, Salerno e San Michele Arcangelo sul Gargano. Alla morte del marito nel 1344 si dedica alla chiesa. Rinuncia ai suoi beni e fa vita monastica. Trasforma il suo castello di Vadstena in ricovero per poveri e bisognosi oltre a farne il centro del suo Ordine del Santissimo Salvatore in cui la spiritualità è fondata sulla sacra liturgia, carità, adorazione eucaristica alimentata quotidianamente dalla Scritture. L’abito delle Brigidine è tipico: sul velo nero portano una croce di tela bianca con cinque segni rossi (gocce) a memoria delle cinque piaghe di Gesù Cristo il Salvatore.

Alla vigilia del Giubileo del 1350, nel 1349, si trasferisce a Roma assistendo i poveri e gli ammalati. L’anno dopo, nel 1351, va a Farfa e si stabilisce in un casolare oggi cappella, accanto all’abbazia. Con lei c’è la figlia Caterina (1330-1381) che completerà la sua opera ed ottiene il riconoscimento dell’Ordine delle Brigidine. Caterina sarà canonizzata in futuro. Farfa è sede del Centro Internazionale dell’Ordine del S. Salvatore, visitato da Giovanni Paolo II il 19 marzo 1993 quando benedì la statua scolpita da F. Piccini. Dal 2000 è sede del Centro Missionario Brigidino. Siamo nel periodo della "cattività avignonese" (1309-77) quando Brigida scrive e consiglia ai pontefici di ritornare a Roma.

Fa riferimento alle RIVELAZIONI (profezie e visioni) che lei ha ricevuto da Gesù e Maria (di cui è devota) oltre da diversi santi, che verranno inserite in diversi volumi dai suoi padri spirituali. Inoltre, redige le ORAZIONI, raccolte in un libro e approvate da vari pontefici. È ispiratrice ed inventrice del ROSARIO BRIGIDINO.

Tra il 1371-72 parte da Roma per Gerusalemme per visitare la Terra Santa. Nel mentre, cade in malattia e riesce a rientrare a Roma dove torna alla casa del padre il 23 luglio 1373. Viene seppellita nella chiesa romana di San Lorenzo in Damaso per essere poi traslata nel monastero di Vadstena. Diverse reliquie, tuttavia, si trovano nelle chiese romane di San Lorenzo in Panisperna e San Martino ai Monti. Papa Bonifacio IX la proclama santa il 7 ottobre 1391. Nella sua iconologia c'è la corona, una candela accesa, il libro, la penna e il calamaio. È chiamata la "mistica del Nord". È patrona della Svezia, dei pellegrini e dei viaggiatori, delle donne e delle madri.

Nel 1999, Giovanni Paolo II la proclama compatrona d’Europa e così scrive di lei: "Santa Brigida fu donna di grande coraggio, poiché possedeva una vera fede libera, un amore offerto con tuto il cuore. Amava la Chiesa della sua epoca tale quale era, operava per essa, soffriva, si impegnava per la sua unità e per sostenere il Vicario di Cristo".

 

Beata Angiolella Petrozzi nata a Rieti nel 1467. All’atto del battesimo una colomba si posò sul suo petto e sulla bocca e da allora fu chiamata Colomba. A dodici anni rifiuta le nozze, a venti entra in convento per vestire l’abito monacale e nel 1490 emette i voti. Già come terziaria domenicana, a cui era stata esortata durante un incontro con una suora nell’eremo di San Mauro dei Cappuccini a Rieti, aveva assunto come modello religioso Caterina da Siena (1347-1380). La frequenza con le suore del terzo ordine Domenicano aveva ricevuto l’insegnamento per leggere e scrivere. Al digiuno sistematico da lei praticato si uniscono le esperienze mistiche ed estatiche.

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Pellegrina a Viterbo al santuario della Madonna della Quercia, combatte le forze della natura, le malizie degli uomini e gli inganni del demonio. Nel 1493 intraprende la costruzione di un monastero di cui nel 1497 sarà priora. Il monastero di Perugia è intitolato a santa Caterina da Siena e successivamente a lei.

Nel chiostro di San Domenico a Rieti, gli affreschi delle ventinove lunette di Vincenzo Manenti nel 1634, illustrano la vita e le sue opere, confermando la ripresa del suo culto nel monastero reatino di santa Agnese e negli insediamenti domenicani di Perugia.

Nelle lunette si ammirano: la nascita, la flagellazione, la visione della natività, la predicazione domenicana, la comunione dalle mani di un angelo, la vestizione, la protezione di santi, l’ispirazione a recarsi a Perugia, strappa dalla morte un neonato, le consorelle scoprono il suo cilizio, l’estasi, l’incontro con i nobili, offerta dello scapolare ad un alto prelato, la malattia, la morte, le esequie, la gloria.

Durante l’epidemia di peste su Perugia nel 1494 si attiva per debellare l’epidemia insieme alle autorità cittadine. Torna alla casa del Padre il 2 febbraio 1501. Nel 1566 Pio V concesse la memoria liturgica alle suore. Il culto è riconosciuto nel 1725 da Benedetto XIII. La festa liturgica è fissata al 20 maggio.

Loreto Mattei (1622-1705) gli ha dedicato un sonetto e nel 1989 si è tenuto un convegno storico da cui sono stati pubblicati gli atti dalla rivista IL TERRITORIO. 

A Perugia è stata fondata l’associazione culturale Beata Colomba da Rieti.

 

Clarice Orsini nasce a Monterotondo il 23 novembre 1453 e a quindici anni sposa Lorenzo De Medici detto “Il Magnifico” (1449-92) mecenate, letterato e Signore di Firenze. Il suo matrimonio dà lustro agli Orsini di Monterotondo e dal matrimonio nasce Giovanni, il futuro pontefice Leone X. Il Ghirlandaio e il Botticelli curano il suo ritratto. Muore a Barberino di Mugello (FI) a trentacinque anni il 30 luglio 1488.

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«Ritratto di Clarice Orsini - medaglia ca 1737 - Museo di Casa Martelli, Firenze»

A Monterotondo, nel 1998, si costituisce l’Associazione Culturale Clarice Orsini che ogni anno rievoca il suo matrimonio in corteo storico.


Letture consigliate

Cerafogli G. E., La baronessa Santa Filippa Mareri, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1979

Cerafogli G. E. (a cura di), Studi su Santa Filippa Mareri, Frate Francesco, Roma, 1992

Romanin H., Petrella Salto e la sua storia, Comune di Petrella Salto, 1991

Deputazione abruzzese di storia patria (a cura di), Le più antiche pergamene del monastero di Santa Filippa. I Mareri. Borgo San Pietro e il cicolano fra XII e XIV secolo, Fondazione Varrone, Rieti, 2016

Zambelli F. (a cura di), Madre Margherita Pascalizi. Ricordare, raccogliere, rilanciare, Edizioni Biblioteca Franceascana - Ebf, Milano, 2021

 

Brigida di Svezia, Quindici orazioni di Santa Brigida, Shalom Editrice, Ancona, 2000

 

Balestra G. , Vita della Beata Colomba da Rieti, Nella Stampa Camerale, Perugia, 1652

Casagrande G., Cianni Pierotti M. L., Conti A., Piatti P. (a cura di), La Santa delle due città Colomba tra Rieti e Perugia nel contesto europeo, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2022

Cianni Pierotti M. L., Colomba da Rieti a Perugia, Edizioni studio domenicano, Bologna, 2001

Tozzi I., Beata Colomba da Rieti. Una scelta di vita religiosa nella prima età moderna, Edizioni studio domenicano, Bologna, 1996

 

Cavini D., Le magnifiche dei Medici. Dodici ritratti di donne straordinarie, Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2017

Cavini D., Clarice, la rosa nell’ombra, Corriere Fiorentino, 12 Luglio 2015

Del Lungo I., Gli amori del Magnifico Lorenzo, Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1923

Guasti C., Tre lettere di Lucrezia Tornabuoni a Piero de’ Medici ed altre lettere di vari concernenti al matrimonio di Lorenzo il Magnifico con Clarice Orsini, (per nozze Gherardi – Baldelli), Firenze, 1859

Ingeburg W., Lorenzo il Magnifico e il suo tempo, Donzelli, Roma, 2005

 

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