SAN FRANCESCO NEL CINEMA E NEL TEATRO
Francesco, giullare di Dio è la definizione più comunemente associata alla figura di San Francesco d’Assisi. Vedi il titolo del film di Roberto Rossellini del 1950 tratto dai Fioretti e da Vita di frate Ginepro ed anche l’opera teatrale di Dario Fo e Franca Rame del 1999 ispirato a San Francesco. Vita I e Vita II di Tommaso da Celano.
Il 1950 è la data in cui il cinema inizia a trattare il tema del medioevo con grandi registi, tra cui Thorpe, Bergmann, Monicelli, Pasolini, Avati, Scott, Gibson, Mann. Rossellini con stile neorealista girò il film con pellicola in bianco e nero, in ambienti reali e non in teatri di posa, gli attori non erano professionisti perché nella sua visione la recitazione spontanea avrebbe colto la semplicità dello spirito francescano. La regista Liliana Cavani si è cimentata nel raccontare San Francesco nel 1966, prima in televisione e poi al cinema, con il suo Francesco d’Assisi in cui il Santo è un giovane oppositore del potere, in rivolta contro un mondo di ingiustizie. Essa stessa dichiara: “Rimasi sorpresa dalla modernità di questa figura: la sua è stata una rivoluzione generazionale e per questo sempre attuale”. Venti anni dopo, superato il movimento di contestazione giovanile, nel 1989, la regista coglie nel Santo l’amore per il crocifisso. Nel 2014 produce una serie televisiva sempre su San Francesco.

Tra questi film si inserisce, nel 1971, Franco Zeffirelli con Fratello sole, sorella Luna, con bellissimi costumi, musiche, scene, dialoghi ed incontri, per stupire e commuovere della conversione di Francesco che diventa esperienza di fede. Appare chiaro il contrasto tra la ricchezza e la povertà. La fede si fa cultura. La figura e il pensiero di San Francesco si presta ad essere comunicato in tanti linguaggi e questo afferma che noi abbiamo bisogno di lui.
Il cinema si è occupato di Francesco sin dal 1911 ed arriva ad oggi. L’esperienza cinematografica e teatrale in cui si intreccia la letteratura antica e contemporanea ha interessato molti artisti e scrittori. Citiamo alcuni autori:
- Italo Alighiero Chiusano, “Semmai trovai un fratello nel mondo, semmai gli uomini nello sforzo di conoscersi ed amarsi cercheranno un fratello, questo fosti tu, Francesco, piccolo e indotto uomo di Assisi, fontana d’amore, allodola di letizia, giardino di beata povertà”.
- La poetessa Alda Merini, “Io Francesco, sono diventato il giullare di Dio…”.
- Julien Green, “Senza essere Cristo, faceva pensare irresistibilmente a lui”.
- Simone Cristicchi, nella sua opera teatrale Franciscus il folle che parlava agli uccelli ci presenta, in un monologo, la figura di Francesco attraverso il Cantico delle creature.
Anche la musica omaggia il santo di Assisi, esempi sono:
- Ambrogio Sparagna (organetto), viaggio poetico musicale sulle orme di Francesco e del suo Cantico “Canto delle Creature”
- Angelo Branduardi (violino), album discografico “L'infinitamente piccolo” (EMI, 2000) e l’attuale tour “Il Cantico”.
San Francesco voleva che i suoi frati, invitati a predicare, concludessero intonando il Cantico di frate Sole come giullari di Dio. Il predicatore doveva dire al popolo: “Noi siamo i giullari di Dio”. E poi aggiunse: “Cosa sono i servi di Dio, se non i suoi giullari che devono commuovere il cuore degli uomini ed elevarlo alla gioia spirituale?”. In questo senso si intendeva un modo di predicare comprensibile a tutti.
Se ammiriamo il saio di San Francesco conservato ad Assisi, siamo portati a fare un paragone con il giullare per le sue pezze. Francesco predicava con l’esempio, con l’opera, con la testa, con il cuore, con il corpo. L’ espressione Giullare di Dio (Ioculator Domini) esprime, per questo, la sintesi della rivoluzione culturale di Francesco d’Assisi. Il giullare è colui che simbolicamente cammina a testa in giù e così propone uno sguardo capovolto sul mondo.

«Miniatura tratta dal codice 'Smithfield Decretals (fine XIII-inizi XIV secolo), British Library, Londra.»
La definizione Ioculator Domini è formulata per la prima volta dal cistercense Cesario Di Heisterbach (1180-1240) mentre il vescovo teologo Guglielmo Di Avernia (1190-1249) trasforma il giullare in una figura retorica. I giullari appaiono tra il X-XI secolo e si assestano nel XIII secolo. In Italia tra il XII e il XIV secolo si registra una loro folta presenza. Brunetto Latini (1220-94) dice: “Lo giullare si è quel che conversa con le genti con riso e con gioco e fa beffa di sé e della moglie e dei figlioli e non solamente di loro ma eziando degli altri uomini”
I giullari sono figure poliedriche, erano attori, acrobati, incantatori di animali, mimi, esercitavano la poesia, il canto, la musica, il gioco. Danzavano, recitavano, spesso travestendosi e agivano come saltimbanchi. Erano immancabili nelle feste, nelle fiere, nelle piazze, nei pellegrinaggi (nei cammini), nelle corti assumevano anche il nome di cortigiani. Ma erano anche vagabondi perché transitavano di paese in paese, tra di loro vi erano anche figure femminili. Ad essi va riconosciuto il fatto di essere stati l’elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare, oltre ad essere stati veicolo di circolazione di idee, di notizie e di forme di spettacolo.
I giullari sono autori di letteratura definita letteratura giullaresca, orale e scritta: dalla poesia alla canzone, dalla laude al romanzo, dal sermone al poema, dal monologo alla ballata. Essi raccontavano le gesta dei cavalieri, di nobili e di villani.
L’abito colorato e multiforme lo distinguevano e attiravano la curiosità della gente anche quando si faceva ricorso al suono di campanellini o campanacci e di strumenti a fiato.
I registi dei film su San Francesco ci danno una immagine del Santo ed invitano alla riflessione.
Tra gli autori teatrali colpiscono alcuni artisti come Jacques Copeau (1879-1949) e Jerzy Grotowski (1933-1999). Il primo, con l’opera Le Petit Pauvre del 1946, si inquadra in una inquieta ricerca del teatro come cultura umana ovvero estendere il teatro nella vita, come una potenzialità materiale spirituale; egli non aspira al rinnovamento del teatro ma al rinnovamento dell’uomo nel teatro. Il secondo è esponente di quel teatro povero in cui vede gli attori come una specie di comunità conventuale; si spinge fino a dire quasi teatro francescano nel fondare il teatro contemporaneo.
Nello spettacolo lo spirito del giullare è ancora presente, è un segno nelle rievocazioni storiche, e la presenza di artisti contemporanei la si scopre, ad esempio, con la “Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari” a Rieti, inaugurata in occasione dell’ottavo centenario di San Francesco.

«Locandina della mini serie prodotta dalla RAI»
Serie di opere cinematografiche
1911 Il poverello di Assisi di Enrico Guazzoni
1918 Frate Sole di Folena U. – Corsi M.
1927 Frate Francesco di Giulio Antamoro
1944 San Francesco d’Assisi di Alberto Gout
1950 Francesco, giullare di Dio di Roberto Rossellini
1960 La tragica notte di Assisi di Raffaello Pacini
1961 Francesco d’Assisi di Michael Curtis
1966 Francesco d’Assisi di Liliana Cavani
1972 Fratello Sole Sorella Luna di Franco Zeffirelli
1989 Francesco di Liliana Cavani
2002 Francesco di Michele Soavi (serie tv)
2007 Chiara e Francesco di Fabrizio Costa
2014 Francesco di Liliana Cavani (miniserie tv)
2016 Il sogno di Francesco di Couvet A. – Fely R.
2022 Chiara di Susanna Nicchiarelli

«Stefano Dilauro interpreta Francesco nel musical “Forza venite gente”»
Serie di opere teatrali
1946 Le petit pauvre (François d'Assise) di Jacques Copeau
1981 Forza venite gente di Mario Castellacci (musical in tour)
1997 U Santu giullare di Dario Fo e Franca Rame
2023 Buon giorno buona gente di Francesco Rinaldi
2024 Franciscus di Simone Cristicchi
2025 Il viaggio di Francesco di Pino Quartullo
Letture consigliate
AA.VV., Il francescanesimo e il teatro medioevale. Atti del convegno nazionale di studi (San Miniato, 8-10 ottobre 1982), Società storica della Valdelsa, 1984
BATTISTONI L. – PROSPERI G., Margherita Chiaronti e i giullari di Dio, Edizioni dell’Anthurium, Todi, 2013
BINO C. M. – D’ACUNTO N. (a cura di), Giullare di Dio, Carocci, Roma, 2025
BOCCACCIO G., Decamerone, Edoardo Perino Editore, Roma, 1882
CANTALAMESSA R., Francesco giullare di Dio, Edizioni Francescane Italiane (E.F.I.), 2021
CASALI A., Francesco al cinema, festivaldelmedioevo.it (consultato marzo 2026)
CRISTICCHI S. – ORLANDO S. (con), Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli, Baldini-Castoldi, Milano, 2024
FO D. – RAME F. (curatore), Lu Santo Jullàre Franzesco, Guanda Narratori, Milano, 2025
JACOPONE DA TODI – AGENO F. (a cura di), Laudi, Trattato e Detti, Firenze, Le Monnier 1952
OZANAM A.F., I poeti francescani in Italia nel secolo decimoterzo, F. Alberghetti e C., 1854
PETRARCA F. - G. A. Scartazzini (a cura di), Il Canzoniere, F.A. Brockhaus, 1883
PIETRINI S., I giullari nell’immaginario medioevale, Bulzoni, Roma, 2011
PULCI A., La rappresentazione di San Francesco, Bartolommeo di Libri, 1495
RONDOLINO G. - TOMASI D., Manuale storia del cinema, Utet, Torino, 2014
VIGANÒ D. E., Cinema e Chiesa. I documenti del magistero, Effatà editrice, Cantalupa (TO), 2008
