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LA STATUA DELLA MADONNA TRA CIELO E TERRA

“ Nella maternità hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio, sei stata trasformata alla vita essendo madre della vita e con le tue preghiere liberi dalla morte le nostre anime “ (antico pensiero orientale).


Nella parrocchia di Scandriglia intitolata a Maria SS. Assunta in Cielo, la sua statua è posta nella nicchia dell’abside.
La parrocchia antica risale al X secolo ma fu completamente rinnovata e consacrata il 14 settembre 1751. L’autore della statua lignea (tiglio o pero) policroma, del peso di circa 100 kg, ha una altezza di 170 cm ed appare come un’opera di carattere devozionale con cadenze popolari. La Madonna reca nel braccio sinistro il Bambino Gesù mentre il braccio destro è nel gesto dell’accoglienza. Ha un panneggio policromo: abito di colore rosso melograno, mantello aperto con cappuccio sulle spalle, il colore del mantello è appannato dal tempo e sembra di colore marrone chiaro con riflessi esterni argento mentre i suoi risvolti interni sono di colore oro. Il Bambino Gesù non ha abiti, ha nella mano sinistra il globo poggiato sul ginocchio e la mano destra è anche essa rivolta all'accoglienza e alla benedizione. Entrambi hanno in testa una corona d’oro, quella del Bambino Gesù ha al suo culmine la croce. Alla base della statua è posta una corona di rose. I colori richiamano i simboli: corporeità e spiritualità, maternità e regalità, umanità e misericordia. Lo scultore ha visto in un blocco di materia la forma che vi era rinchiusa: la sua abilità è stata nel liberarla. Per scolpire quel legno non gli bastava un martello, una sgorbia o uno scalpello: gli occorreva lo sguardo del cuore. Quello sguardo percepiva i riflessi di una bellezza che come diceva San Tommaso d'Aquino: “ La bellezza è lo sguardo del vero “. Quella statua nella sua estetica ci parla, ci orienta, ci educa. Scultura e pittura si uniscono armoniosamente e svelano i segni e i simboli. Dalla ricerca nell'archivio storico parrocchiale è emerso dal registro delle Congregazioni che nel 1589 fu fondata la Confraternita del SS. Sacramento e Rosario. Essa curava l’esposizione del Santissimo, l’ufficio del rosario e delle litanie, la cura della sagrestia, la devozione mariana, l’accoglienza dei pellegrini, le processioni ( i facchini o portatori li chiamavano ‘spalloni ‘ perché dovevano avere possenti spalle per sopportare il peso ). La Confraternita aveva delle rendite, delle donazioni e delle offerte con cui ha commissionato la statua processionale nel XVII secolo. La Confraternita aveva un abito bianco, cordone e mozzetta rossa, il suo stemma è stato riprodotto nella prima cappella a destra dell’altare maggiore (oggi cappella di santa Barbara). La devozione mariana e il culto dell’eucarestia ha un legame profondo. Nella Redemtoris Mater, San Giovanni Paolo II scrive: “ Maria guida i fedeli all'eucarestia “. Maria conduce a Gesù e Gesù conduce a sua Madre, questo il linguaggio della statua. L’Assunzione di Maria in Cielo è la perfezione dell’amore. La sua preghiera preferita è il rosario il quale più che distogliere dai problemi della vita, li ingloba tutti perché il nostro cuore può racchiudere nelle decine del rosario ogni fatto della vita, della persona, della famiglia, della Chiesa e dell’umanità.

Il parroco nell'omelia della festa dell’Assunta, 15 agosto 2016, ha comunicato la necessità del restauro. Un anno dopo, nel giorno del Corpus Domini, la statua restaurata è ritornata nella parrocchia

(Parroco Don Pier Angelo Iacobelli; contatti 3477161022  p.iacobelli51@gmail.com)

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