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Memorial Paolo DI PLACIDO

Ricordiamo un amico dell'Istituto di Studi Sabini: il maresciallo maggiore scelto del Corpo Forestale dello Stato Paolo Di Placido che ci ha lasciato nel mese di maggio di quest'anno, quando il Corpo Forestale compiva il 140° anno di fondazione (1877) e la sede di Scandriglia il suo 85° (1932).

Era nato a Borbona nel 1933, aveva conseguito come autodidatta il titolo di geometra. Nel 1959 entra nel Corpo Forestale dello Stato e per molti anni è stato comandante della stazione di Scandriglia. Collaboratore di alti funzionari e docenti universitari per la redazione di piani economici dei beni silvo-pastorali di enti pubblici (Comuni, Provincia di Rieti, Regione Lazio, Comunità Montana, Scuola Forestale di Cittaducale, Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili, Ispettorato Agrario di Rieti, Ministero Agricoltura e Foreste). Insieme ad un gruppo di esperti ha redatto il piano di gestione della tenuta di Castel Porziano del Presidente della Repubblica.

Collaboratore di riviste tecnico-professionali ed istruttore di corsi professionali regionali in tema di ambiente, caccia e pesca. Ha scritto un Prontuario pratico: illeciti sulla pesca nella Regione Lazio – Polis, Roma, 1992 i cui proventi sono stati devoluti all'Istituto P. Stefanini del Policlinico Umberto I di Roma per la formazione professionale e ricerca biomedica, oncologica e chirurgia dei trapianti d'organo.

Personalmente l'ho conosciuto nel periodo del giubileo francescano 1978-1982 quando portò dei nuovi cipressi da impiantare nel santuario di S. Maria delle Grazie ed insieme verificammo l’età degli antichi cipressi con un metodo scientifico che consisteva nel versare un liquido sulla sezione del tronco già tagliato e si evidenziano una serie di cerchi. 

Durante la sua permanenza a Scandriglia seppe intercettare le fonti normative per sostenere, con suoi progetti florovivaistici, lo sviluppo del territorio con la creazione di lavoro e di reddito.

I suoi progetti erano corredati e collegati alla ricerca storica del territorio andando a studiare nell'abbazia di Farfa. Ambiente, territorio, natura, paesaggio erano per lui passione e cultura come era lo stare e parlare con la gente. Questo stile era ancora presente in lui anche negli ultimi anni.

L'anno scorso, durante una mia visita, mi diceva che voleva fare la storia di Monte Pendente. Forse ripensava a quell'esperienza della Cooperativa Pastori Montependente (1984-1994) quando questa iniziativa recuperò i beni demaniali dall'abbandono.

Nel suo periodo scandrigliese emergevano nuovi principi, soggetti, materie e strumenti del diritto dell'ambiente e in tutto questo la sua esperienza ed intelligenza seppe mantenere l'equilibrio tra la teoria e la pratica.

Coat_of_Arms_of_the_State_Forestry_CorpsIl compito d’istituto del Corpo Forestale  è racchiuso in quel motto araldico "Pro Natura Opus et Vigilantia" che io traduco con "Vigilanza ed Opera pro Natura". Nello stemma araldico ci sono tre ghiande d’oro in campo verde e l’aquila in volo su un ramo di quercia entrambe dorate in campo azzurro. Sono i colori dell'aria e della terra, sono i simboli della forza e della longevità. I rami di quercia erano i segni degli antichi legionari romani per indicare che avevano salvato i compagni in battaglia.

Oggi il Corpo Forestale entra con la sua storia, cultura, tradizioni e guardie nell'Arma dei Carabinieri per scrivere un nuovo capitolo.

Vogliamo guardare Paolo Di Placido sia come cittadino onorario di Scandriglia sia come cittadino esemplare.

A Paolo Di Placido la nostra stima e gratitudine.

Nel libro di Camillo Castellani "I problemi di gestione dei boschi italiani" curato da Ca.Ri.Ri. nel 2001 c’è una sua poesia "Sorgente di lode al Creatore" che rivelano la sua ammirazione per la natura che ricordano quella di san Francesco d'Assisi "Laudato Sii".

Per questo lo voglio salutare con due espressioni africane, una che dice "fa più rumore un albero che cade che l’intera foresta che cresce" e quella di L. Senghor "possono distruggere tutti i fiori di questo mondo ma non il ritorno di una nuova primavera". 

Umberto Massimiani

 Scandriglia (RI) - Mentana (RM)
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