studi_sabini_24agosto2016-Associazione culturale

UNA CARTOLINA DA ACCUMOLI ED AMATRICE

UNA CARTOLINA DA ACCUMOLI ED AMATRICE
PER NON DIMENTICARE

mercoledi 24 agosto 2016 ore 3,36
terremoto distruttivo grado 6,00 della scala Richter

"Straziato il cuore d'Italia"
"Amatrice non c'e' piu' si scava con le mani"
"Il borgo antico conosciuto ovunque per quel celebre piatto di bucatini"
"Accumoli, scossa nata qui ora e' un paese fantasma"
"Amatrice e Accumoli rase al suolo"
"Il terremoto devasta Amatrice e Accumoli"

( Il Messaggero 25 agosto 2016 )

S.EMIDIO
Sant'Emidio grande protettore,
'sto terremoto troppo ci minaccia.
Lassu' in Italia e' un gran dolore
Ma cerca di provvede' sotto traccia.
Anche da noi se sente qualche rumore
Spesso e volentieri ce sotaccia.
Cerca 'e tronca' quelle correnti d'aria,
non ce lo fa senti' su 'sta salaria.
(Angelo Mancini 1925-1980 poeta a braccio di Vallemare di Borbona)

ACCUMOLI (RI)

Accumoli (RI) - Palazzetto del Podestà e Torre Civica ( secAccumoli, il piu' settentrionale dei paesi della provincia di Rieti, e' posto alla confluenza del fiume Tronto con il fosso del Terracino e si trova al centro di un anfiteatro delimitato ad est dai monti della Laga e ad ovest dai monti Sibillini. 

La zona di Accumoli rivela tracce di abitati risalenti al III-II sec. A.C. quando fu aperta la Salaria che ne attraversa il territorio in direzione del Piceno.
Gli abitati si infittiscono nel basso medioevo, all'epoca dei Longobardi e dei Franchi quando il territorio faceva parte del Ducato di Spoleto e della Contea di Ascoli. Di queste terre ne parlano diplomi papali ed imperiali. Quando i Normanni (1149-1156) conquistarono il territorio ed ebbero l'esigenza di rinforzare il confine settentrionale del regno di Napoli, li radunarono in un solo centro fortificato e da qui il nome di Accumoli ( Ad Culum, Universitas Accumuli ).
Accumoli fu fortificato con un giro di mura lungo 2770 metri, alto 8,5 e largo 2 munito ad intervalli regolari di torrioni quadrati. In questa cortina si aprivano 4 porte: San Pietro a ponente , San Nicola a levante (porta vecchia), San Leonardo a tramontana o a pacina, Santa Maria a mezzogiorno (porta Pescara). Le porte rovinano nell'ottocento.
Subito dopo la sua fondazione il paese dovette sostenere una lunga guerra con la vicina Norcia che dopo aver stipulato un trattato di amicizia e di mutua assistenza con il potente Comune di Spoleto (1201) aveva intrapreso una politica espansionistica. Costretto a capitolare, Accumoli fu ceduto al Comune di Ascoli Piceno nel 1255.
L'importa strategica del paese insieme ad Amatrice ed Arquata costituiva il perno del sistema difensivo del confine nord-occidentale del regno che spinse gli Angioini ad affrancarlo dalla tutela degli ascolani e a integrarlo nel Regno di Napoli nel 1265 .
Il 14 giugno 1443 Eugenio IV ed Alfonso d'Aragona stipularono un trattato di pace in cui tra i suoi punti si prevedeva la cessione di Benevento e Terracina ad Alfonso ed in cambio al pontefice si donava i centri di Accumoli, Cittaducale e Leonessa.
Nel 1511 Accumoli fu insignita del titolo di citta' e nel 1527 a seguito di un assedio dalle truppe di Francesco I re di Francia sceso in Italia per conquistare il Regno, gli abitanti resistettero validamente agli assalti nemici per numero e mezzi e furono costretti a cibarsi di...
Cavalli, somari, topi domestici ed altri animali brutti.
Questa prova gli valse la qualifica di fedelissima ovvero di corpo demaniale e giammai feudale.
Nel 1643 i Medici ne ottennero l'infeudazione in virtu' dei molti crediti che vantavano presso la regia Corte e tale rimase fino al 1797 quando torno' al re di Napoli Ferdinando IV come patrimonio allodiale mediceo per 19.800 ducati.
Nel periodo napoleonico 1806-15 il territorio e' infestato da bande di briganti e nel 1820 dalla Carboneria. Con il Congresso di Vienna del 1815 il Regno di Napoli assume la denominazione di regno delle Due Sicilie e tale rimane fino al 1860 quando con l'impresa dei garibaldini e' parte del Regno d'Italia (17 marzo 1861).
Salvatore Tommasi fu il patriota accumolese che nel 1860 dopo aver accompagnato il re Vittorio Emanuele da Ancona al passaggio del Tronto e per tutto l'Abruzzo, reco' al sovrano l'adesione alla corona d'Italia delle municipalita' della regione.
Accumoli fece dunque parte del circondario di Cittaducale e con la fondazione della Provincia di Rieti nel 1927 fu inclusa in essa.

Accumoli ha una superficie di 87 kmq ( con 16 frazioni) e' a 858 s.l.m., sulla via salaria e' a 155 km da Roma e 73 da Rieti. Nello stemma municipale e' la sintesi della sua storia: all'interno dello scudo in campo azzurro, in alto un labello o rastrello a 5 pendenti di colore rosso, gigli angioini al centro di colore giallo, ed un monte a ventaglio con cinque cime di colore verde alla base. Le cifre U di Universitas e A di Accumoli sono poste ai lati dei gigli all'interno dello scudo. Lo scudo e' sormontato dalla corona angioina. La santa patrona e' la Madonna Addolorata.
Accumoli e' la terra dei poeti a braccio, di piccoli allevatori ed imprenditori di prodotti tipici: funghi secchi, olive ascolane, tartufi, formaggi, salumi.
Tra le sue feste: sagra degli gnocchi, delle fettuccine, passeggiata a cavallo Accumoli-Cascia, mostra mercato della pecora, festa del patrono.

La presenza di edifici pubblici e privati di eta' medievale, rinascimentale e barocca testimoniano la rilevanza che ebbe la cittadina ed il movimento economico che fiori' entro le sue mura, costruite con l'arenaria.
Tra questi edifici e' da citare: la chiesa di San Francesco a navata unica, tetto a capriate e ad abside pentagonale. All'interno si ammira tra l'altro: la Madonna della Cintura (XVI secolo) ed altre tele come San Francesco di Paola (XVII secolo), San Bernardina da Siena, San Emidio protettore dal terremoto (XVIII secolo); la chiesa di S. Maria della Misericordia di struttura cinquecentesca con base a T rovesciata ovvero col braccio orizzontale all'ingresso, nell'altare maggiore la Madonna Addolorata donata nel 1797 da Giovanni Antonio Spariglia canonico ascolano e la tela di Alessandro Turchi (1578-1649) detto l'Orbetto raffigurante la Madonna col Bambino e i santi.
A poca distanza dal paese c’e' il santuario di S. Maria delle Coste meta di pellegrinaggio (festa di Pentecoste). Il santuario fu costruito nel XV secolo per dare degna sede alla tavola del XIII secolo raffigurante una Madonna del Latte.
Ed infine i palazzi: il Palazzo del Podesta' ( XIII secolo ed oggi sede del Comune) innestato alla destra della Torre Civica (XII secolo) a pianta quadra, ritenuto il simbolo di Accumoli.
Ed ancora: Palazzo del Guasto oggi Rapetti (XV secolo) in cui si scorge il monogramma di san Bernardino da Siena, Palazzo Marini oggi Bonamici del 1631 con interessanti decorazioni: il Ratto d'Europa, le stagioni, i paesaggi e le allegorie; Palazzo Tommasi - Cappello - Organtini (XVII secolo) oggi di proprieta' condivisa Ambrosi-Sacconi e Comune di Accumoli possente edificio architettonico; Palazzo Organtini (XVIII secolo) caratterizzato da affreschi con storie tratte dai poemi cavallereschi.
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AMATRICE

Amatrice (RI) - Panorama - Centro di soggiorno e turismo - Patria degli Spaghetti all%27AmatricianaAmatrice fu abitata in epoca preromana e romana come attestano vari rinvenimenti effettuati nel territorio nel corso del tempo.
In epoca longobarda fu compresa tra le Terre Sommatine ed incorporato nel Ducato di Spoleto, racchiudendo abitati rurali (loci, villae). Il suo territorio comprende oggi 67 frazioni.
In epoca altomedievale in questa zona si accentrarono le proprieta' dell’abbazia di Farfa e dell’episcopato ascolano, fenomeno che causo' numerosi contrasti e conflitti di interesse che videro alla fine la supremazia dei diritti episcopali esercitata mediante la costruzione di molteplici pievi e cappelle dipendenti sparse sull’intero territorio da definirlo come ‘il territorio delle cento chiese’.
L’abitato, menzionato in una carta di cessione del regesto di Farfa del 1012 e nel diploma dell’imperatore Corrado II del 1037 che conferma i possedimenti del vescovo di Ascoli, fu come indica il suo nome (Matrice, La Matrice) sede della chiesa principale fino al XIII secolo quando il Ducato di Spoleto passo' sotto l’egemonia della Santa Sede e le Terre Sommatine vennero assegnate alla Chiesa ed al Comune di Ascoli. Con i Normanni, Amatrice e' separata da Ascoli e rimane nel Patrimonio di San Pietro e soltanto nel 1265 fu annessa da Manfredi di Svevia al Regno di Napoli.
La sua posizione geografica strategica, divenne cardine dell’alta valle del Tronto ed estese il suo dominio sui numerosi villaggi ed insediamenti incastellati diffusi su tutto il territorio.
Passata sotto gli Angioini divenne sede di mercato e contemporaneamente si trovo' ad affrontare continui conflitti con i centri vicini: Arquata, Cascia, Cittareale, Norcia e L’Aquila.
Nel conflitto tra Angioini ed Aragonesi, Amatrice sostenne questi ultimi anche nel corso della congiura dei Baroni del 1485 ottenendo in cambio la concessione di divenire sede di Zecca battendo moneta con il motto ‘Fidelis Amatrix’ ed ottenere nel 1486 il titolo di citta'.
Nella contesa tra Francia e Spagna per il predominio dell’Italia, Amatrice si schiero' dalla parte francese e nel 1529 fu saccheggiata dalla forza preponderante spagnola che la infeudo' a favore di Alessandro Vitelli uno dei suoi fedeli e valorosi condottieri, da lui passo' in linea ereditaria nel 1605 agli Orsini e cosi' in linea testamentaria ad altre famiglie nobili fino a ritornare alla Corona di Napoli nel 1743. Dopo il Congresso di Vienna del 1815 il Regno di Napoli si defini' Regno delle Due Sicilie e tale rimase fino al plebiscito del 1860 quando entro' nel Regno d’Italia il 17 marzo 1861.
Amatrice parte del Circondario di Cittaducale entro' nella Provincia di Rieti nel 1927.

Amatrice sulla via Salaria e' a 145 km da Roma e 67 da Rieti, ha una superficie di 174 kmq ed un’altitudine di 955 metri s.l.m.
La sua storia e' racchiusa nello stemma comunale: scudo ammezzato con in basso la croce bianca in campo rosso, in alto il capo d’Angio' con tre gigli divisi da un labello o rastrello a quattro discendenti o pendenti guelfi in campo azzurro.
E’ la patria di Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice (1489-1559) artista che si e' formato alla scuola di famosi maestri ed ha lasciato una traccia notevole di opere: dalla facciata del tempio di san Bernardino a l’Aquila ad Ascoli dove ha lavorato al Palazzo Comunale e Malaspina, al Duomo e alla Chiesa di San Francesco. I suoi quadri si trovano a Ascoli Piceno, Roma e Vaticano. Nel 2002 il Museo Civico di Amatrice raccoglie 50 sue opere tra le piu' preziose del reatino.
E’ la patria del cavaliere Argentano da Salette, del patriota risorgimentale Pier Silvestro Leopardi e di don Giovanni Minozzi (1884-1959) definito “ l’uomo della carita' ” fondatore della Congregazione dei Discepolini. Don Minozzi e' stato educatore, cappellano militare, scrittore ed e' in corso la causa di informazione canonica.
E’ la patria dei poeti a braccio (Associazione Poeti Estemporanei Amatricani fondata nel 1965) della sagra degli spaghetti all’amatriciana (iniziata nel 1966), della corsa podistica internazionale Amatrice-Configno, del Festival Internazionale del Folclore, della Festa della Madonna di Filetta (la sua patrona).
E’ la patria di una delle prime Casse Rurali ed Artigiane (fondata nel 1902 ed oggi nella BCC Roma), di 600 aziende agricole, alberghi, agroturismi, ristoranti, associazioni, strutture sportive e culturali (museo delle arti e tradizioni popolari..).
Dal 1991 il suo territorio e' nel parco del Gran Sasso e dei monti della Laga ( nel 1924 lo sbarramento del torrente Scandarello ottenne il lago artificiale omonimo, il lago e' lungo 3.400 metri ed ha un perimetro di 11 km).
Amatrice si colloca al centro di un triangolo turistico da cui si possono snodare tre itinerari: Amatrice-Ascoli Piceno, Amatrice - l’Aquila, Amatrice-Norcia-Cascia.
Interessante e' inoltre l’itinerario storico, culturale, religioso ed ambientale delle sue 67 frazioni (in antico tra 90-100) proposto da don Aquilini in una recente pubblicazione, in cui scopriamo chiese, palazzi, musei, santuari rurali,fontane….e tra queste opere citiamo:

Chiesa di San Francesco della seconda meta' del trecento con affreschi del XIV-XV secolo, al suo interno l’immagine-cammeo della Madonna di Filetta la patrona di Amatrice (il cammeo di oreficeria e' protetto da sette chiusure entro un reliquiario).
Chiesa di Sant’Agostino (Porta Carbonara) con un ricco rosone e un bellissimo portale gotico
Chiesa di S. Emidio o della Madonna Lauretana del quattrocento
Chiesa di S. Maria della Porta del cinquecento
Chiesa di S. Maria delle Grazie o Icona Passatora (madonna del latte) del quattrocento a 1100 metri di altezza con affreschi votivi, nella sagrestia la mostra dei pastori e carbonari
Chiesa della Madonna di Filetta XV secolo dove ogni anno si svolge la processione devozionale
Chiesa di S. Maria delle Grazie (Varoni) a mille metri di altezza e del tardo rinascimento
Chiesa di S. Maria del Suffragio o del Purgatorio con facciata barocca e campanile a vela

Palazzo Ducale Orsini (XVI secolo), De Bernardis, Santarelli, Cherubini, Capponi Paoli, Vitelli, Comunale e la Torre Civica alta 25 metri a pianta rettangolare del XIII secolo.

 Scandriglia (RI) - Mentana (RM)
C.F.: 90004650579 - studisabini@pec.it
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